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Esperienze

L’INCONTRO

resoconto di una esperienza danzata


resoconto di una esperienza danzata

immagini di Dorin Mihai

L’associazione di volontariato L’incontro di Santarcangelo di Romagna ha l’obiettivo di favorire l’integrazione sociale e l’autonomia delle persone disabili e di costruire una mentalità sociale che sappia andare oltre le dinamiche spesso dettate da pregiudizi e stereotipi nell’incontro con l’altro. Questo per rispondere in maniera concreta al bisogno di superare l’isolamento, la solitudine e le forme di esclusione promuovendo la comunicazione e la relazione per favorire competenze cognitive, affettive e relazionali.

Dal 2014, per contribuire agli obiettivi dell’Associazione, abbiamo avviato un percorso di ricerca artistica, impostato sul movimento danzato secondo il Metodo Hobart®-conoscersi nella danza, teso a formare la persona nell’unità mente-corpo e nelle sue innumerevoli possibilità espressive e comunicative, attraverso un training fondato sul processo di ascolto, cura e apprezzamento di sé.

immagini di Dorin Mihai

La Metodologia che proponiamo è stata elaborata da Gillian Hobart — danzatrice e maestra di chiara fama, docente all’Accademia Nazionale di Danza e allo IALS di Roma, al Centro Regionale della Danza di Reggio Emilia, counselor nel metodo psico-terapeutico di Carl Rogers presso il Centro Italiano di Psicologia Clinica di Roma — che partendo dai principi di Rudolf Laban, Mary Anthony, Carl Rogers e dalla sua esperienza artistica e didattica, ha tracciato un percorso di conoscenza nella danza a sostegno del mondo interiore, per farne emergere la bellezza.

Il laboratorio di movimento danzato — guidato da Milena Giorgetti — è frequentato da gente diversa per età, formazione, abilità, ma l’esperienza attraverso le sensazioni o comunque acquisita per il tramite dei sensi ha unito il gruppo facendo nascere il desiderio di portare testimonianza, attraverso il proprio vissuto, dell’atto creativo. In questi anni passati insieme abbiamo sperimentato il valore della creatività, del movimento danzato e dell’unicità; il risultato più bello è stato il processo di auto miglioramento che si è innescato nelle persone. Un risultato che abbiamo condiviso intimamente anche con amici, familiari e addetti ai lavori, ma anche pubblicamente con le quattro performance esito del laboratorio: Incontri (2015), Danzare la vita (2016), Racconti (2017) e L’anima vola (2018).

immagine di Dorin Mihai

Incontri: dall’immaginario romagnolo e dalle fotografie dei libri Il nero testo di porosa argilla di Pier Paolo Zani, Bussavamo con i piedi di Piétre de Vejeli, Romagna e Romagnoli di Pier Giorgio Pasini abbiamo trovato la via per un’incursione poetica nel patrimonio culturale di Santarcangelo.

Danzare la vita: una ricerca espressiva per esplorare la danza come linguaggio di essenzialità spesso disimparato sotto l’influsso di una educazione omologante e seduttiva. Che ognuno — afferma Maurice Béjart — all’uscita da uno spettacolo di danza che ha gustato, si ponga questo problema e lo consideri sul piano dell’esistenza e non su quello dello spettacolo, e trasferisca quella gioia sul piano della partecipazione duratura.

Racconti: il movimento danzato come fonte per evocare racconti dell’anima attraverso la poesia, i ricordi, le memorie esistenziali, le canzoni. Un viaggio inedito e una narrazione del corpo — inesauribile medium di comunicazione — per affermare la nostra comune umanità.

L’anima vola: il canovaccio si incentra sul riconoscimento della natura itinerante dell’esperienza umana e, come scrive Hermann Hesse ne Il gioco delle perle di vetro, sull’essere costantemente in transito attraverso gli spazi e le stagioni della vita, consenziente all’avvicendarsi senza tregua di congedi e di nuovi inizi, pronto ad abbandonare ogni provvisorio conseguimento per offrirsi ad altri nuovi vincoli e legami.

immagine di Dorin Mihai

Nel 2018 il laboratorio ha accolto anche alcune persone ospiti della Casa di Riposo Villa Greta rendendo il gruppo ancora più variegato come emerge dal reportage fotografico di Dorin Mihai.

immagine di Dorin Mihai