in collaborazione con il Comune di Rimini
Il progetto La natura della danza è nato nel 2020, durante il periodo del lockdown, per contribuire alla circolazione delle idee e per continuare a immaginare, elaborare, indagare l’essenza della danza come arte aperta a tutti. Il Giardino del Lapidario è diventato così la sede delle dichiarazioni del corpo danzante alla ricerca della sua natura profonda. Appuntamenti dedicati alla relazione fra danza e arte, corpo e natura per valorizzare la rilevanza della non separazione fra essere umano e ambiente.
La danza è l’allegoria terrena del movimento dell’universo: se smettiamo di danzare vi sarà l’entropia e di conseguenza la morte dell’universo? Margaret H. Doubler scrive: Finché c’è vita la danza ci sarà. Allora, probabilmente, la natura della danza è proprio la definitiva presa di posizione del corpo/mente — consapevole o inconsapevole — di celebrare la vita.

Se riflettiamo sul fatto che siamo corpo e spirito, allora ecco che la danza diventa l’espressione fisica della spiritualità. Se osserviamo la natura possiamo percepire molti elementi riconducibili al corpo, il nostro strumento privilegiato di conoscenza. Non ci sono ricompense o punizioni, ma solo conseguenze. Ne sono consapevoli i popoli danzanti che vivono un legame con il proprio territorio e con la propria comunità: Africa, India, Oriente, luoghi dove il corpo rimane aperto all’oltre e riceve, a piedi nudi, nuova energia dalla terra che condivide attraverso la danza. Anche per noi occidentali, che abbiamo scelto la supremazia della mente, la danza può offrire un’esperienza sociale e rituale. Vibrazioni che trovano nell’arte del movimento — espressione corporea e spirituale, fusione tra natura, arte e vita — un canale comunicativo di cui non dobbiamo e non possiamo dimenticarne il valore.




PROGRAMMA 2022
Mercoledì 3 agosto — ore 21,30
IL SUSSURRO DEL CORPO
con il lavoro del Collettivo Movimento Centrale Danza & Teatro
Virginia Benzi, Annachiara Cipriani, Elena Costantini,
Stefano Dell’Erba, Chiara Fabbri, Sigrid Kohn, Letizia Ghiotti,
Manuela Graziani, Natacha Niemants, Sara Ninfali,
Isabella Piva, Sabrina Rastelli, Valentina Rastelli,
Michela Rinaldi, Elena Savini, Natascia Tassinari, Monica Tomasetti
costumi Collettivo MC e Maria Crisina Ricci
musica Eloisa Manera e Stefano Greco / PHASE DUO
regia Claudio Gasparotto

Il sussurro del corpo è una performance trascendente e visionaria, in dialogo con la musica di Eloisa Manera e Stefano Greco. Un dialogo stratificato, pieno di gioie e timori, su quel puro mistero che è la vita umana. Il corpo guida la narrazione verso un oltre che attraversa la complessità dei nostri mondi — vegetale, animale, spirituale, umano — per abbandonare la credenza che l’universo sia stato creato solo per l’uomo e per i suoi bisogni. Il punto di partenza è il concetto di ibrido, combinazioni e relazioni tra natura e corpo, tra presente e futuro, al di là del bene e del male. Una riflessione sulla vita segreta della natura e su una nuova condizione umana.
Mercoledì 17 agosto — ore 21.30
IMPROBABILE TANGO
breve performance di danza contemporanea con le allieve del corso condotto da Barbara Martinini e la partecipazione della compagnia Il Tempo Favorevole
in collaborazione con Mulino di Amleto Teatro
in scena Vanessa Aramini, Veronika Aguglia, Valeria Candoli, Lucia Esposito, Marinella Freschi, Barbara Martinini, Sara Neri, Alessandra Urbinati, Vanessa Visani Bianchini
EFFI-MURO
estratti dallo spettacolo di teatrodanza PIS&LOV a cura della compagnia Il Tempo Favorevole
in collaborazione con Comune di Rimini, Mulino di Amleto Teatro di Rimini, L’Attoscuro di Montescudo — Monte Colombo, Fara Editore.
Realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna.
in scena Veronika Aguglia, Marinella Freschi, Barbara Martinini
videoproiezione Luca Di Bartolo e Barbara Martinini
riprese Luca di Bartolo realizzate in collaborazione con Welcome to Sant’Antioco e Visit Sant’Antioco
riprese aeree Davide Venturini
con musiche di Francesco Guerri
regia Barbara Martinini

Ci sono mura che trasudano la loro storia, la propria forza, il passato e il presente, mura che comunicano gli appoggi, le carezze e i desideri accolti all’interno, insieme a vibrazioni impercettibili, passaggi sonori, spiragli di luce, preghiere accartocciate. La chiusura obbligata ha reciso il filo delle relazioni con l’esterno e accentuato le fragilità interiori dei singoli. Presentiamo alcuni estratti dallo spettacolo Pis&Lov che si snoda attraverso diverse storie che parlano di abbandono, vissute in stanze simboliche e claustrofobiche: racconti al femminile tradotti in un linguaggio corporeo che indaga e sperimenta le sfumature della caduta, dell’oscillazione fra tensione e rilascio, della sospensione e del cedimento.
📌 Per informazioni:
✅ Museo della Città: 0541 793851
🔴 ingresso libero fino ad esaurimento posti
