IL MOVIMENTO DANZATO A CASA MACCANNO
il Metodo Hobart — conoscersi nella danza
IL MOVIMENTO DANZATO A CASA MACANNO
Il Metodo Hobart — conoscersi nella danza
Dalla prospettiva del movimento danzato il comportamento autistico rivela un pattern, quindi non è caos; e se non è caos, perché trovare l’ordine?
Il comportamento apparentemente caotico di un ragazzo autistico è determinato da meccanismi profondamente integrati che costituiscono per lui l’ordine. Quindi dobbiamo osservare e imparare dalle sue performance per raggiungerlo nei suoi termini straordinari.
(Gillian Hobart)
Il laboratorio di movimento danzato-Metodo Hobart® si inserisce nel complesso di azioni e interventi del Centro Diurno Nous, con lo scopo di valorizzare spazi e luoghi di socializzazione e inclusione sociale. La caratteristica peculiare di questa proposta, all’interno di una programmazione generale mirata a prevenire e contrastare condizioni di emarginazione delle persone con disabilità, è quella di offrire uno spazio dedicato alla creatività a partire dalle parole chiave della Metodologia: rispetto, relazione, contatto, ritmo. Si crea così uno spazio di libertà dove i partecipanti socializzano attraverso il linguaggio universale del movimento, stimolando le proprie capacità e potenzialità individuali all’interno di un gruppo.




Il movimento danzato rappresenta una chiave di accesso per entrare nel mondo dell’autismo e si rivela efficace per acquisire maggiore consapevolezza nelle proprie capacità. È un approccio creativo che insegna a entrare in contatto con se stessi e con le altre persone, sulla base della conoscenza del corpo e delle informazioni che ci arrivano direttamente dai sensi.




Durante il laboratorio ci sono momenti individuali, ma soprattutto la relazione è collettiva. I momenti individuali hanno la funzione di guidare a muovere autonomamente il proprio corpo al ritmo della musica proposta e a cercare la coordinazione delle singole parti per integrare i due emicorpi. Attraverso il movimento danzato vogliamo offrire alle ragazze e ai ragazzi che frequentano Casa Macanno un’esperienza collettiva basata sulla creatività e il linguaggio non verbale.
Un percorso artistico, quindi, non una terapia.




Scrive ancora Gillian Hobart: La parola è divina, il corpo è il miracolo. Se le persone che vengono da noi non hanno il potere della parola, non hanno modo di spiegare le loro difficoltà, il nostro ruolo è trovare il collegamento e l’approccio attraverso il gesto e il movimento danzato.
Claudio Gasparotto



