FOTOGRAFIA & DANZA III
il binario del sottoponte
Vorrebbe non tornare mai più dal suo viaggio, perdersi su un binario morto e scomparire senza lasciarsi dietro nessuna traccia.
Pier Vittorio Tondelli



Guardare in silenzio il cielo, il ponte, gli alberi, i primi fiori sul prato alla luce di una giornata grigia, è stata un’emozione nuova e misteriosa, così come camminare sul binario e concepire con la fantasia di fermare una locomotiva con la sola forza del pensiero! Ma di tutto questo rimane solo la testimonianza delle immagini, poiché nel momento sentivo solo un misto di gioia e sfida mai provato prima.




È stato come un gioco, un viaggio iniziatico per formare un grande disegno che, immagine dopo immagine, ha acquistato significato.
La vita, differentemente dal binario, non arriverà mai alla fine ma solo alla stazione successiva. Vita dopo vita. Percorrendo il binario prendiamo un rischio; ma è percorrendolo che noi viviamo davvero.




Ad ogni modo non sono le parole che cambiano o creano la realtà. Salvatore Quasimodo ha scritto:
Le parole ci stancano,
risalgono da un’acqua lapidata;
forse il cuore ci resta, forse il cuore.
Sicuramente il cuore ci resta. Anche la vita. Anche la danza.
Claudio Gasparotto
