La vita ha più fantasia di noi
Se accettiamo che il corpo ha una sua intelligenza, allora tutti hanno lo strumento per parlare, per questo presuppongo che tutti possano danzare per esprimere la propria creatività e trovare nella fusione arte/vita la fonte della consapevolezza e del proprio movimento, delle proprie possibilità espressive. Da questa riflessione nasce il Progetto La danza come arte aperta a tutti.

Gli obiettivi principali di questa pratica sono tre:
- fornire strumenti di ascolto, conoscenza e autoconoscenza
- sostenere una ricerca che ponga al primo posto il valore e il rispetto del corpo, il suo ascolto, l’esplorazione della sua intelligenza
- porre l’attenzione sul corpo, non come oggetto da esibire ma medium espressivo.

Il movimento non è inteso in senso utilitaristico o tecnico-virtuosistico e il training fa appello al potere comunicativo specifico del corpo danzante come punto d’incontro di fisicità-sentimento-intelletto, espressione della coscienza di sé, della creatività, della relazione.
Questa esperienza a tutto tondo diventa una ricerca permanente che — proprio perché privilegia la prevenzione — diventa naturalmente virtuosa, innescando un processo di consapevolezza e di ascolto che può essere declinato in qualsiasi ambito personale.

Attraverso ritmo/musica/movimento il corpo/mente accede al proprio mondo interiore per esprimerlo liberamente e interiorizzare così l’esperienza a livello corporeo, psichico e spirituale nella comunicazione di danza. Le forze represse si trasformano in energia vitale e l’esperienza quotidiana diventa forza creativa, vita a un livello più elevato e intenso.

Oggi anche la scienza studia i complessi rapporti tra mente e corpo, nel tentativo di superare la dicotomia che ha profondamente influenzato il pensiero occidentale portando alla supremazia della mente a discapito del corpo. Una linea di pensiero – avvallata dalla Chiesa che non accetta l’eros e dal ventennio fascista che ha imposto il corpo icona – ben diversa dalla cultura orientale, che include entrambi i sistemi, cerebrale e fisico, in tutte le sue correnti filosofiche.
La danza è senza dubbio l’arte del corpo, la chiave d’accesso è il qui e ora. Il training è il mezzo per attingere dall’intelligenza del corpo e per imparare a prestare attenzione al presente, momento per momento, senza formulare giudizi — per evitare che la mente rimugini sempre gli stessi pensieri — semplicemente osservando se stessi.

I punti focali del lavoro fanno riferimento all’arte del movimento teorizzata da Rudolf Laban, che nella pratica si possono riassumere in cinque principi:
- Grounded: favorire il contatto con il suolo, utilizzare il peso come forza — gestirlo e imparare a scaricarlo — radicare la struttura corporea a terra attraverso l’appoggio e il contatto del piede.
- Centered: concentrare lo sforzo del movimento nella parte centrale del corpo — zona addominale e pelvica — per produrre un movimento guidato capace di rigenerare l’energia.
- Economy of movement: creare un movimento ottenendo un risultato efficace con il giusto sforzo. Nella pratica è possibile approfondendo i concetti di shaft e key stone.
- Shaft: ideale tubo energetico che scorre lungo la colonna vertebrale attorno al quale si concentra il flusso di energia che produce il movimento.
- Key stone: leva e fulcro del movimento, situata nella zona pelvica-addominale, chiave di volta del corpo inteso come macchina perfetta, in stretta connessione con il cranio, sede dell’intelletto e punto di partenza dell’idea.

Il training essenziale proposto in tutti i laboratori fa riferimento a quattro punti fondamentali:
· Utilizzo del pavimento per favorire e costruire l’allineamento della postura e la percezione del proprio corpo.
· Attenzione sui punti di appoggio al suolo e sulla consapevolezza del respiro per sperimentare le leve del corpo.
· Esplorazione della costituzione del movimento, impulso /effetto, con esercizi singoli, a coppie e di gruppo.
· Studio sul contatto, sulla relazione fisica con se stessi e con il gruppo.

I temi di studio indagati nella ricerca sono soprattutto focalizzati su cinque abilità:
- Struttura — Postura per migliorare la funzione corporea.
- Ascolto per arricchire la relazione spaziale, ritmica, interpersonale.
- Capacità di concentrazione per migliorare la qualità del movimento e la consapevolezza dell’energia interiore.
- Energia: imparare a guidare l’energia attraverso i canali del corpo per trasformare in modo costruttivo/creativo l’energia psico-fisica.
- Centro: il lavoro sul centro rafforza senza irrigidire, una forza morbida indispensabile per realizzare l’arte del movimento.

Questo, in sintesi, è il percorso di formazione La danza come arte aperta a tutti, una pratica artistica, politica, etica per restare in contatto con la realtà del corpo e valorizzare la propria individualità; per contrastare il modello televisivo, i comportamenti imitativi e l’attenzione ossessiva al corpo icona.
Il lavoro — la ripetizione e l’improvvisazione — che privilegia l’intelligenza del corpo si fonda sull’accettazione dei propri limiti come punto di partenza per l’auto miglioramento. È la ricerca di una bellezza bella — né formale, né narcisistica — lontana dalla spettacolarizzazione del sentimento, che sfrutta l’ingenuità, e dalle onde delle mode, che spingono la tecnica verso l’estetismo.
Un linguaggio diverso — come dice Federico Fellini — è un modo diverso di vedere la vita.
Claudio Gasparotto

