Performance · 2018

Corpo di Memoria

Performing art e vernissage della mostra La carta della memoria / La memoria della carta

Anno
2018

Performing art e vernissage della mostra La carta della memoria / La memoria della carta

Biennale Disegno Rimini | Circuito Open 2018

sabato 2 giugno alle ore 19.00 alla Galleria Primo Piano di Rimini

Dialogo Silenzioso con le opere di Mario Fallini e Mirco Marchelli nello spazio performativo della Galleria Primo Piano

evento unico con Claudio Gasparotto & Fabio Mina e il Collettivo di Movimento Centrale Danza & Teatro (Chiara Cipriani, Chiara Fabbri, Natascia Tassinari, Monica Tomasetti)

Il corpo è l’essere dell’esistenza.

Jean-Luc Nancy

Un dialogo silenzioso con l’arte soprattutto come centro emozionale dall’artista. Da dentro al corpo, non per dirigere i giochi, ma per vedere attraverso altri punti di vista. Ognuno ha la sua percezione, la sua storia, le sue emozioni da portare dinanzi a un’opera d’arte. Ed è interessante anche confondersi, offrire piani diversi di lettura affinché ognuno possa sentire ciò che più gli parla. Ognuno vedrà in base a ciò che lui è in quel momento. Lavorare sul dettaglio che si perderà da lì a poco: il corpo sezionato, la frammentazione quasi scoordinata di un gesto. Un movimento spezzato, fluido o fissato dentro i margini di uno spazio. Quasi un confine con il resto del mondo. Costruire spazi equivale un po’ a costruire un respiro, un battito, una pulsazione. Così indagare sulla memoria equivale a indagare sul sentimento e sulle contraddizioni.

Di quanta memoria siamo fatti? Dove finisce la mia memoria e dove inizia la tua? Quanta memoria è perduta per sempre e quanta si è solo nascosta?

Il corpo è un diario, non dimentica nulla — senza la dittatura della mente — non credo sia in grado di mentire; mantiene nelle proprie cellule, nella postura, nei gesti avvenimenti, pensieri, sguardi, passioni, desideri. Ogni corpo è memoria, sorgente sempre viva per il presente. Memoria e vuoti, inconscio e tangibile, dedicare e lasciare una possibilità all’immaginazione, al sogno. E anche al mito e all’archetipo. Di memoria in memoria per dare movimento all’immagine, per rendere il tutto un film da osservare dall’esterno, assieme alla musica e alle opere d’arte che hanno un’energia portatrice di un qualcosa, di sconosciuto o conosciuto, che interessa tutta l’umanità. E nell’incontro con queste opere creiamo mondi nuovi per trasferire in essi tutta la memoria che sino ad ora ha composto la nostra identità. E se questo non basta uniamo tutto il caos in un progetto unico, come è nella natura dei ricordi.