Giornata Internazionale della Danza


foto di Dorin Mihai

MOVIMENTO CENTRALE DANCE HAPPENING

la danza come arte aperta a tutti
 sabato 29 aprile 2017, alle ore 18.30 nella piazza Cavour di Rimini
musica dal vivo Alberto Bruschi, Letizia Ghiotti, Jader Nonni.

Il 29 aprile si festeggia in tutti i paesi del mondo la Giornata Internazionale della Danza, promossa dall’International Dance Council dell’UNESCO. In questa data si celebra la nascita di Jean-Georges Noverre (1727–1810), il più grande coreografo della sua epoca, il creatore del balletto moderno. “Ogni uomo è un danzatore”, ha detto Rudolf Laban. 
 E allora possiamo scendere in piazza a testa alta con la nostra danza di unicità senza l’obbligo di decifrarne lo stile. La gente che danza fa riflettere sull’importanza del movimento in relazione all’energia stessa di chi danza: la cosa importante non è lo spettacolo, ma l’energia senza vanità delle persone comuni.
 Da bambino non sapevo cosa fosse la danza, ma essa nasceva in me in maniera spontanea e gioiosa. Quasi istintiva. Con il tempo mi sono reso conto che la danza insegna una comunicazione pura per aprirsi agli altri. 
 Ora sento che tutto è danza. La gente danza quando cammina, corre o mentre s’incontra per strada e si muove con il suo stile abile o differentemente abile. Tutti danzano, anche se non lo sanno. Andiamo incontro alla vita con il movimento, anche se non ne siamo consapevoli. Danziamo con ogni gesto, con ogni respiro, con ogni battito del cuore, perché solo così possiamo restare nel ritmo.
 Con tutti questi elementi sabato 29, nella piazza Cavour, il cuore di Rimini, vogliamo comporre una danza di umanità dove tutti possano danzare il linguaggio di tutti i corpi, gli uni accanto agli altri. Non conta l’età anagrafica, l’etnia, il sesso o il virtuosismo. La danza è una scrittura creativa, una forma di poesia, che vive dentro ciascuno di noi. Alcuni scelgono di condividerla con il pubblico, altri preferiscono ballare per sé. 
 Noi, per celebrare questa speciale Giornata, desideriamo danzare per noi e per la città, perché la danza è l’unico linguaggio che si possa parlare, in questo mondo, senza creare conflitti. “Noi tra noi” dunque, citando Jean Luc Nancy.
 Claudio Gasparotto

foto di Dorin Mihai